sabato 17 marzo 2012

PERCHE' LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO DA' COSI' FASTIDIO AI GOVERNI?

di Lanfranco Palazzolo
La Voce Repubblicana, 16 marzo 2012

Anton Giulio Lana, avvocato Corte dei Diritti dell'Uomo, ci parla delle vere possibilità in mano ad ogni cittadino. Tutti i cittadini hanno il diritto di adire la Cedu. Lo ha detto alla "Voce" l'avvocato Anton Giulio Lana, avvocato patrocinante alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Prof. Lana, la presidenza britannica del Consiglio d'Europa sta tentando di modificare le regole della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu). Cosa ne pensa?
"La riforma del funzionamento della Corte europea è un tema sul quale si dibatte da molti anni. Come si suole dire, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo è vittima del suo stesso successo. Nel senso che, nel corso degli anni, la Corte europea dei diritti umani è venuta ad assumere un ruolo sempre maggiore. Ed è sempre maggiore il numero delle persone che ricorrono a questo importante strumento per la tutela dei diritti umani. La Corte è ingolfata di questi ricorsi. Ecco perché si pensa ad una riforma e a come ripensare questo straordinario strumento dei diritti umani".

Che cosa è stato fatto finora?
"Sono state varate due riforme importanti. La prima è stata realizzata con il protocollo 11 del 1998 e una con il protocollo numero 14, entrata in vigore nel 2010. Adesso si discute nuovamente perché, sebbene l'ultima riforma sia molto recente, essa non pare risolutiva per alleviare il grande peso di ricorsi che la Corte riceve dai suoi 47 membri. Questa è la realtà dei dati. Ecco perché occorre sveltire le procedure dinanzi alla Corte perché sia tempestiva la procedura di fronte a questo organo dei diritti umani. Dall'altro lato vi è un intento, da parte di alcuni paesi membri del Consiglio d'Europa, di ridurre la portata e lo straordinario peso e autorevolezza che la Corte ha avuto con le decisioni che i paesi del Consiglio devono adottare".

L'obiettivo della Gran Bretagna è quello di restringere il raggio di azione della Cedu limitando il campo dei ricorsi?
"Il pericolo è proprio questo. L'importanza della Corte è dovuta all'importanza dei ricorsi individuali per ottenere una decisione di condanna dello Stato o degli Stati che hanno fatto violazioni. L'aspetto rivoluzionario della Corte Europea è dovuto proprio a questa possibilità data a tutti i cittadini. Questa peculiarità deve essere mantenuta. La Corte deve essere adita dalla vittima, dal singolo cittadino che vede violati i propri diritti. Il cittadino ha il potere di portare sul banco degli imputati lo Stato. Gli Stati hanno visto questa possibilità con perplessità perché l'hanno letta come una rinuncia alla loro sovranità. Alcuni Stati, infastiditi per le decisioni della Cedu, che sono state dirompenti nel proprio ordinamento interno, hanno cercato di introdurre dei filtri che - secondo me - non sono corretti".

Qual è stata la sentenza che ha fatto arrabbiare la Gran Bretagna?
"Senza dubbio quella sul diritto di voto delle persone detenute".

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